Da qualche tempo periodicamente compaiono su social, stampa on_line e meno frequentemente su carta stampata locale, post e articoli che riguardano i lavori del ponte Veneggia. Ciò che viene maggiormente fatto risaltare per questo intervento però, sono più la preoccupazioni per un maggiore costo della realizzazione che non altro.
Le prescrizioni della Soprintendenza relativa ai muretti che sembravano ostacolare, sembrano superate.
Delle raccomandazioni sulla vulnerabilità sismica (essendo Belluno zona 1) se ne parla poco o niente. Il tempo di realizzazione previsto, che si annuncia paralizzante, preoccupa più di ogni altra cosa assieme al costo, come si diceva, che sembra lievitato con il trascorrere del tempo.
L'ultimo cedimento di 15/20 cm della superficie del ponte segnalato, allarmando qualche automobilista di passaggio, non preoccupa. Dal primo cittadino in persona è stato detto, in senso rassicurativo, che quel lieve abbassamento di suolo è imputabile all'alta piovosità di quei giorni e dunque non ad altro.
Tutto sembra oramai in attesa che si inizino i lavori previsti da tempo.
a posto per altri lavori, l'occorrenza solo di recuperare un passaggio ai fianchi del ponte con corsie ciclabili o anche per pedoni, mi permetto di proporre una soluzione alternativa al cemento, che l'ufficio tecnico comunale può valutare, ed eventualmente adottare come alternativa da considerare per i vantaggi che offre.
Trattasi di un raccordo laterale con ponte alla “Leonardo D. V.” ai fianchi, con struttura in legno, autoportante. Una proposta, perfettamente in linea con l'ambiente montano e, a rifletterci, anche per i molteplici vantaggi.Materiale e artigiani locali, costi sicuramente inferiori, tempi di realizzazione relativamente brevi, “appeal” locale per quella scelta particolare e uno spendibile amarcord, per un avveduto capitano d'industria alla Adriano Olivetti che non guasta.
Giuseppe Cancemi



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