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venerdì 23 dicembre 2022

Letterina (semiseria) a Babbo Natale

 Natale 2022 di Belluno

Caro babbo natale...

a Belluno è tempo di luminarie che si riaccendono in piazza per la festa dell'anno maggiormente seguita: Natale. Aimè però il covid continua a circolare, il contesto geopolitico registra che le guerre continuano, la popolazione mondiale cresce e il clima inesorabilmente continua a mutare. Insomma non c'è di che stare allegri e contenti.

Eppure i giovani, la natura e la vita ci impongono un nuovo rimbocco delle maniche e di continuare. Belluno per la verità sembra essersi abituata alla dura realtà che ci continua a dare l'antropocene.

Il popolo bellunese oltre un secolo fa ha attraversato due guerre mondiali. Nel contempo, ha saputo anche trasformare le sue radici profondamente agricole in operosità industriale e successivamente si è adeguato all'epoca socio-economica conosciuta come industria 4.0, che ha rivoluzionato la produzione.

Belluno non diversamente da tutta Italia, si è anche allineata ad una certa cupidigia tipica degli anni sessanta del secolo scorso. Per dirla tutta, è stata contagiata da quella speculazione edilizia che il regista Francesco Rosi ha ben rappresentato nel suo film: “Le mani sulla città”.

Ultimamente l'edilizia in città, che è sotto gli occhi di tutti, ha fatto capolino con tante iniziative in centro storico, nei suoi dintorni e in periferia per restauri, recuperi, demolizioni e ricostruzioni, zone bianche diventate lotti, etc. .

Tutte nuove e vecchie occasioni per ottenere: volumi, strade, centri commerciali e quant'altro è possibile inventare, ma senza avere una logica progettuale di insieme.

Caro babbo natale, la nostra città in cui sappiamo che il verde è tutto o quasi tutto, simbolo di quella che è la “porta delle Dolomiti” o anche “Capitale delle Dolomiti”, gli alberi, proprio quelli, con grande disinvoltura sono stati e/o vengono tagliati senza più essere rimpiazzati. Una stranezza che viene vissuta come normalità.

Persino il Parco città di Bologna, giardino pubblico del centro storico, ex giardino dei Gesuiti di epoca rinascimentale, continua ad essere rimaneggiato e sempre più ridotto ai minimi termini. Ti potrei anche ricordare, di come si vuole modificare la piazza della stazione e dintorni o il voler creare un parcheggio sotterraneo in Piazza Piloni. Proprio in quest'area, dove con la chiesa di S. Stefano, il convento dei Gesuiti e un insieme di vuoti e di pieni, formano un prezioso ambito di epoca rinascimentale, già penalizzato nel recente passato con superfetazioni senza senso.

E si potrebbe ancora continuare...!

Per non parlare di tanti centri commerciali e di una rotatoria realizzata a Baldenich sulla S S. n. 50, che ha cancellato alcune essenze arboree di quella piazza (A. De Luca) e non solo questo. Lì si sarà perso anche il segno di uno dei 13.000 punti geodetici che appartengono all'attuale rete viaria italiana e demolita un'opera architettonica.

Si sappia comunque, che l'impianto urbano della città storica ereditato dalle passate generazioni, costituisce l'identità bellunese e andrebbe protetto e preservato perché luogo della memoria.

Per questo e per quanto non ti ho detto per brevità, ma che come tu sicuramente sai è stato fatto, ti chiedo di portare carbone a tutti quelli che fanno o hanno consentito modifiche che non servono alla città, anzi, la danneggiano e non smettono di continuare.

Per chi intende perseverare ancora nel danneggiare il cuore della città, manda in tua vece KRAMPUS, ossia IL BABBO NATALE CATTIVO che rovinerà tutto ciò che sognano.

Non perdonare a chi non sa che in CENTRO STORICO, risiede il genius loci della città di Belluno.

Giuseppe Cancemi