A PROPOSITO DI NEVEGAL
La premessa culturale (?)... è tutto un programma.
“Non ci concentreremo nei due piazzali a Nord, ma nel principale dove si affacciano le attività economiche e l’ufficio turistico. Deve essere la porta di ingresso alla località turistica, un benvenuto all’altezza di quello che oggi è e che vuole diventare il nostro Nevegal”.
No! Non è un annuncio di qualcuno dell' APT (Aziende di Promozione Turistica) ma del Sindaco di Belluno che comunica a noi concittadini (36mila) ciò che vuole fare, a favore di una frazione con popolazione di 72 abitanti, in tutto, parte del nostro frammentato territorio fatto di altre 32 sparse località.
È anche vero però, che da tempo il “salotto buono” della città viene utilizzato da bancomat nel corso dell'anno, sia ciclicamente come spazio mercantile, che da “luna park/disneyland”, raduni e feste paesane varie.
Comunque resta inconcepibile, diciamo, che la modica spesa di poco meno di 1 milione di euro per arredi urbani e cose simili vengano considerati come intervento di riqualificazione o restyling: qualcosa che ha a che fare con l'estetica. Una spesa che: udite, udite … come ordine di grandezza è pari a 13mila euro per ogni abitante di quella frazione.
Un qualche interrogativo non vi sembra spontaneo?
Ma il concetto di città dei cittadini di J. J. Rousseau, è patrimonio di tutti?
Chi amministra o ha amministrato Belluno, ha mai sentito parlare di città: ambiente urbanistico come insieme sistemico?
Nel merito del progetto annunciato, si sappia, che L’OCSE (Organizzazione Cooperazione Sviluppo Economico) in una sua ricerca, avverte, che per il mantenimento di un comprensorio sciistico occorre un innevamento della durata di 100 giorni all’anno e un’altezza della neve di almeno 30 centimetri. Eppure si insiste, pervicacemente, per un uso del Nevegal così come si è fatto per tanti anni, in condizioni atmosferiche favorevoli, alle attività sciistiche.
Per chiudere, in tempi di transizione, non sarebbe bene occuparsi per una pilotata ripresa con maggiore orgoglio circa le offerte di eccellenza che offre la natura dei luoghi?
Invero, non sarebbe poi così difficile progettare orientamenti verso approcci di più basso impatto ambientale come, per esempio: l’accoglienza, l’ospitalità, la vendita di prodotti locali e i servizi per il tempo libero. Il tutto, in funzione della natura e della bellezza dei luoghi.
Insomma, se riqualificazione vuole essere quella del Nevegal, bisogna allora spostare gli obiettivi ed agire, cooperando, all'interno della transizione ecologica così come si fa in tutta Europa.
Giuseppe Cancemi

