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giovedì 29 dicembre 2022

Belluno, Barriere architettoniche

 IL RESTAURO DELLE POSTE (DI FACCIATA) E L'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Abbattimento delle barriere culturali, sensoriali e fisiche



Ma è questa la soluzione che rende accessibile l'Ufficio delle Poste Centrali di Belluno per persone disabili?



Il piano di abbattimento delle barriere architettoniche di Poste Italiane che coinvolge circa 1.300 comuni con meno di 5000 abitanti strombazzato da Poste Italiane, forse è un ottimo spot, ma ciò che viene detto vale anche per i Comuni al di sopra dei 5000 o dobbiamo pensare che la solita diseguaglianza dei cittadini continui ad imperare?

E poi a Belluno, chi dà permessi guarda i progetti e verifica il lavoro effettuato anche per l'accessibilità, di chi ristruttura o restaura o fa semplice manutenzione per locali di uso pubblico?

Belluno sappia, comunque, che tra le barriere da rimuovere in città è compreso anche il transito pedonale.

Come nota a margine intanto faccio rilevare che il “Tribunale di Jesi ha condannato l’ente Poste Italiane al risarcimento del danno morale (nella misura di 3000, 00 Euro) causato ad una persona disabile per mancata eliminazione delle barriere architettoniche.”

Giuseppe Cancemi

DEFIBRILLATORI a Belluno

 SANITA' PUBBLICA: E' MEGLIO PREVENIRE O INTERVENIRE A POSTERIORI?

Anni fa, il regalo di due defibrillatori in città da parte di un club service, ha segnato una elogiabile attenzione verso la salute del cuore dei cittadini bellunesi.

Nello stesso periodo, è stata pubblicizzata l'installazione di una ulteriore ventina di questi strumenti, insieme a due salvavita in scuole, palestre e strutture comunali.

È notizia di qualche mese fa, che 14 vigili della Polizia Locale in città, hanno conseguito la richiesta abilitazione all'uso dei defibrillatori e che di questi strumenti, con l'occasione, ne sono stati aggiunti altri due autotrasportati e uno fisso negli uffici di via Gabelli. Un quadro che riassume la non indifferente disponibilità, di questo particolare dispositivo elettromedicale in città.

Che dire? Bravi!

Forse però quest’attenzione rilevante verso il defibrillatore, suscita maggiormente l'idea che detto mezzo, utile per carità, non faccia parte di quel corollario di azioni utili per una equilibrata sanità locale come prevista dalla legge.

È sotto gli occhi di tutti che servizi e prestazioni che dovrebbero essere garantiti ai cittadini dal servizio sanitario nazionale, non lo sono. La piena salute diventa sempre più un optional, per i più fortunati che possono permettersi di ricorrere alla medicina privata.

È grave che la sanità pubblica provochi una disuguaglianza sociale, specie in campo sanitario, tradendo l'originaria legge n. 833/78 .

Gli operatori specialisti nel privato poi, di solito, provengono da specializzazioni effettuate nel servizio pubblico e dunque a spese del cittadino.

La tendenza della sanità pubblica, insomma, chiaramente con una medicina di base al collasso, continua a scivolare verso una sanità sempre più privata.

Per Belluno adesso possiamo anche aggiungere che arretra, nella classifica per qualità della vita (35° posto), però si colloca al primo posto per ricchezza e consumi e per giustizia e sicurezza.

Con il quadro sanitario appena enunciato, ci si ostina verso un “magico” defibrillatore per la salute del cuore, proveniente da quel Progetto Regionale "Veneto Cuore – DAE” che risale agli inizi degli anni duemila. Quando ad averne cura dovevano rimanere le varie Centrali del 118 con la collaborazione del Centro Regionale Emergenza Urgenza (CREU). E non altri!

Per la cronaca, in quegli anni di progetti per il cuore ve ne sono stati tanti. Un esempio è: “Cuore inForma” (associazione di volontariato fondata nel 2010) che forniva, e forse fornisce ancora, defibrillatori alle amministrazioni comunali, in comodato d'uso gratuito per 6 anni.

A Belluno insomma, sembra di essere in un altro pianeta. La polizia Locale, tra i numerosi compiti assegnati, col suo ultimo impegno è immaginabile che voglia sommare la propria opera, giungendo magari prima della canonica ambulanza, dove c'è bisogno di soccorso per un arresto cardiaco.

Ad esser sinceri, il tutto sembra derivare da una prevenzione a dir poco empirica. Belluno si è attrezzata, forse eccessivamente, per un evento che non si sa quanto sia presente e quanto possa incidere sulla popolazione del nostro territorio in un deserto di prevenzioni.

Comunque con questi strumenti che sono in grado di salvare la vita per gli arresti cardiaci, il servizio lo fanno già lodevolmente le ambulanze del 118.

Ma a proposito, si sa quanti di questi casi di soccorso per eventi cardiocircolatori in giro per Belluno ci sono stati nel volgere di un anno?

E qui un accostamento alle altre prestazioni sanitarie fa pensare a quanto i Livelli Essenziali nei servizi Pubblici, tanto cari all'autonomia, siano al top di questo territorio.

Se prendiamo solo per esempio la tutela da inquinamento acustico, elemento che rientra nella difesa dell'ambiente connessa con il diritto alla salute dei cittadini, a Belluno, sappiamo che da tempo esiste un Piano Comunale di Classificazione Acustica. Ma questo strumento per prevenire l’inquinamento acustico, tutelando popolazione e ambiente, quanto ha funzionato e funziona in città?

E poi, per il fine che dovrebbe far conoscere, controllare, misurare ed eventualmente anche reprimere le infrazioni del caso, di quanti strumenti (fonometri) il Comune si è fornito?

E quanti interventi tutelativi e preventivi ha fatto e fa mediamente nel corso di un anno?

Se è vero che molte ricerche hanno dimostrato come l'incidenza di disturbi del sonno, infarti, ictus, ipertensione e malattie cardiovascolari nonché effetti sull'udito, sono anche dovuti all'inquinamento acustico, viene da chiedersi: dobbiamo preoccuparci e spenderci maggiormente per ciò che contribuisce all'effetto di una patologia, o forse prevenirne le cause come quella dell'inquinamento acustico?

Forse sarebbe utile riflettere sulle tendenze della sanità che viviamo giornalmente prima di tutto a livello locale. I segnali che arrivano al cittadino, purtroppo, non sono consolanti e ci appaiono sempre più flebili e forse anche (si spera) ingenuamente, ingannevoli.

Giuseppe Cancemi

venerdì 23 dicembre 2022

Letterina (semiseria) a Babbo Natale

 Natale 2022 di Belluno

Caro babbo natale...

a Belluno è tempo di luminarie che si riaccendono in piazza per la festa dell'anno maggiormente seguita: Natale. Aimè però il covid continua a circolare, il contesto geopolitico registra che le guerre continuano, la popolazione mondiale cresce e il clima inesorabilmente continua a mutare. Insomma non c'è di che stare allegri e contenti.

Eppure i giovani, la natura e la vita ci impongono un nuovo rimbocco delle maniche e di continuare. Belluno per la verità sembra essersi abituata alla dura realtà che ci continua a dare l'antropocene.

Il popolo bellunese oltre un secolo fa ha attraversato due guerre mondiali. Nel contempo, ha saputo anche trasformare le sue radici profondamente agricole in operosità industriale e successivamente si è adeguato all'epoca socio-economica conosciuta come industria 4.0, che ha rivoluzionato la produzione.

Belluno non diversamente da tutta Italia, si è anche allineata ad una certa cupidigia tipica degli anni sessanta del secolo scorso. Per dirla tutta, è stata contagiata da quella speculazione edilizia che il regista Francesco Rosi ha ben rappresentato nel suo film: “Le mani sulla città”.

Ultimamente l'edilizia in città, che è sotto gli occhi di tutti, ha fatto capolino con tante iniziative in centro storico, nei suoi dintorni e in periferia per restauri, recuperi, demolizioni e ricostruzioni, zone bianche diventate lotti, etc. .

Tutte nuove e vecchie occasioni per ottenere: volumi, strade, centri commerciali e quant'altro è possibile inventare, ma senza avere una logica progettuale di insieme.

Caro babbo natale, la nostra città in cui sappiamo che il verde è tutto o quasi tutto, simbolo di quella che è la “porta delle Dolomiti” o anche “Capitale delle Dolomiti”, gli alberi, proprio quelli, con grande disinvoltura sono stati e/o vengono tagliati senza più essere rimpiazzati. Una stranezza che viene vissuta come normalità.

Persino il Parco città di Bologna, giardino pubblico del centro storico, ex giardino dei Gesuiti di epoca rinascimentale, continua ad essere rimaneggiato e sempre più ridotto ai minimi termini. Ti potrei anche ricordare, di come si vuole modificare la piazza della stazione e dintorni o il voler creare un parcheggio sotterraneo in Piazza Piloni. Proprio in quest'area, dove con la chiesa di S. Stefano, il convento dei Gesuiti e un insieme di vuoti e di pieni, formano un prezioso ambito di epoca rinascimentale, già penalizzato nel recente passato con superfetazioni senza senso.

E si potrebbe ancora continuare...!

Per non parlare di tanti centri commerciali e di una rotatoria realizzata a Baldenich sulla S S. n. 50, che ha cancellato alcune essenze arboree di quella piazza (A. De Luca) e non solo questo. Lì si sarà perso anche il segno di uno dei 13.000 punti geodetici che appartengono all'attuale rete viaria italiana e demolita un'opera architettonica.

Si sappia comunque, che l'impianto urbano della città storica ereditato dalle passate generazioni, costituisce l'identità bellunese e andrebbe protetto e preservato perché luogo della memoria.

Per questo e per quanto non ti ho detto per brevità, ma che come tu sicuramente sai è stato fatto, ti chiedo di portare carbone a tutti quelli che fanno o hanno consentito modifiche che non servono alla città, anzi, la danneggiano e non smettono di continuare.

Per chi intende perseverare ancora nel danneggiare il cuore della città, manda in tua vece KRAMPUS, ossia IL BABBO NATALE CATTIVO che rovinerà tutto ciò che sognano.

Non perdonare a chi non sa che in CENTRO STORICO, risiede il genius loci della città di Belluno.

Giuseppe Cancemi