DEGRADO E CENTRO STORICO
Non ci vuole molto per capire che “l'Adorabile Belluno” è in crisi. Una crisi d'identità che maggiormente è leggibile in centro storico. Non è dell'altro ieri che i segni di un degrado fisico e non solo, in centro si leggono un po' dappertutto. Da Sottocastello al parco città di Bologna oramai “branchi” di giovani con la luce e/o in notturno, riempiono i dintorni di scritte (writer), si esercitano con qualche piccolo atto di vandalismo e qualche raro graffito. Usano i giochi dei bambini del parco deteriorandoli e presidiano con aria da bulli alcune parti del centro. Usano arroganza e anche sfottò per qualche passante in area parco. Orde di giovani in pieno centro se ne vedono tutti i giorni. Imperterriti si muovono con amplificatore nello zaino indisturbati e spavaldamente incuranti di diffondere inquinamento acustico. Insomma, la città storica oltre che a degradarsi per usura, abbandono, feste paesane e mercatini vari, trova ora nel comportamento di alcuni suoi giovani cittadini una “briglia sciolta” che ha bisogno di essere ripresa sul modo di vivere i rapporti sociali.
La responsabilità di questi comportamenti è materia di esperti, famiglie e agenzie educative. Nell'immediato, forse, bisognerebbe ripristinare le buone e sane abitudini delle presenza di personale addetto, come per esempio la polizia locale a piedi, in giro, tutti i giorni specialmente nell'area di centro. E non per una, da più parti invocata, repressione ma piuttosto e soprattutto per deterrenza in un centro, che come identità di tutta una comunità locale dovrebbe essere un modello relazionale per tutti del civile vivere.
L'allarme che è scattato in questi giorni, è legato alla visione giornaliera di impotenza che mostra la città da tempo. Rammento solamente, che gli atti vandalici e dei writer sono sempre lì, in bella mostra (si fa per dire) in parti del centro mai rimossi o perseguiti. Dopo l'allarme di questi giorni della stampa, rimanere ancora passivi significa rassicurare l'impunità dei “branchi” che si parla si parla ma non succede niente e il rischio di far passare un pessimo messaggio di impotenza ai cittadini residenti e ai frequentatori di una città, che si arrende al degrado.
Giuseppe Cancemi
