ALBERI, tagli annunciati
A spanna quell'alberatura di via Cavour deve avere
superato una trentina di anni o poco più. Questa datazione mi induce
una semplice osservazione: quelle essenze arboree con quale criterio
sono state messe? Sono state piantate mediante un progetto firmato da
accreditato professionista o sono il risultato di una piantumazione
così tanto per mettere degli alberi? Comunque, anche un semplice
giardiniere avrebbe saputo che un albero per il luogo di impianto va
scelto anche in base all'apparato radicale. Sappiamo tutti che nei
marciapiedi e nei cimiteri, per esempio, vanno evitati alberi con
radici fascicolate. Di solito, infatti, sono le essenze con radici
fittonanti le più utilizzate nei viali alberati a scopo decorativo,
architettonico, ecc.. | E' il caso di dire: alberi sì ma non a c...o |
E' strano come sia accaduto che solo oggi ci si accorge degli alberi non idonei al marciapiede di via Cavour impiantati in un periodo in cui la pratica urbanistica sarebbe dovuta essere quella tecnica prima e contrattata dopo, dunque sottratta all'empirismo delle opere pubbliche del capo mastro. Ma si vede che così non è stato e il tempo lontano (relativamente) forse, non ci permette di conoscere le eventuali responsabilità. Viene da chiedersi: ma il danno dell'abbattimento di alberi maturi, del marciapiedi da rifare e dell'impianto di nuove essenze arboree è o non è un danno erariale?
Giuseppe Cancemi
APPENDICE DEL GIORNO DOPO (11 aprile 2016)
Dai lavori che prevedono l'abbattimento degli alberi in via Cavour, a giudicare dai luoghi, i conti non tornano. Lo scenario che attualmente si presenta appare con alberi abbattuti alternativamente, con una logica distributiva quasi geometrica, che lascia intuire più a un diradamento che non ad una soluzione, alla lettera, radicale. Si è scelto di eliminarli, uno sì e uno no, tutti in fioritura, e non senza abbondare sui sì. Sembrerebbe, che gli alberi graziati hanno un qualche merito per essere stati risparmiati. In compenso, è stata regalata ai ceppi rimasti una rifinitura da “figaro”.
Eppure ricordo di avere letto che le piante da eliminare, causa del dissesto rilevato, rientravano in un “progetto di rifacimento”. Bene! Allora perché il taglio assomiglia più ad un diradamento che non ad una radicale sostituzione delle attuali piante con altre a radici fittonanti? Si vuole, forse, mascherare un'ennesima azione demolitrice di piante a Belluno, che sembra appartenere ad un ragioneristico disegno di riduzione delle spese nella voce a bilancio destinata alla manutenzione?
UDITE, UDITE... cosa dice il Dirigente comunale in merito alla questione verde pubblico









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