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lunedì 13 agosto 2012

Belluno: Luci e... buio

Serve Piano d'Illuminazione Comunale... e altro


A giugno scrivevo nel mio blog ( http://gcancemi.blogspot.it/2012/06/v-behaviorurldefaultvmlo.html ) della necessità di rivedere l’illuminazione cittadina a Belluno, per una questione di risparmio energetico ma soprattutto per verificare se esiste un inquinamento luminoso da evitare.
Ricordavo che Il “Piano dell’illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso (PICIL)” nelle, relativamente, recenti norme della l. r. n.17/2009, prevede che dopo tre anni, dall’entrata in vigore della legge, i comuni debbono redigere il citato piano.
In data odierna, trovandomi a passare per via Camillo Benso Conte di Cavour, sul marciapiede che costeggia le vicine scuole, ho potuto constatare che lì di illuminazione non ve n’è. O meglio i pali dell’illuminazione stradale che dovrebbero illuminare anche il marciapiede, sbucano dai rami degli delle piante che alberano la via e occultano ogni prevista proiezione di luce verso il marciapiede.




Quest’assenza di luce lungo quel marciapiede, abbastanza dissestato, aumenta il rischio in merito a sicurezza, inciampo o incidente di qualsiasi genere per il malcapitato passante in ora notturna.


Ciò premesso, penso sia non più rinviabile un Piano per il Contenimento dell’Inquinamento Luminoso, le cui risorse in parte sono previste dalla legge con un contributo da richiedere alla Regione entro il 31 maggio di ogni anno. Con l’occasione anche una sistemazione di quel marciapiede citato e alcuni altri non sarebbe male. In ogni caso, è sempre bene avere pronti dei progetti, che servono alla città, almeno nel cassetto. Trovare le risorse anche dopo, diventa più facile.








giovedì 9 agosto 2012

Energia verde


Regolamento edilizio e RISPARMIO ENERGETICO

Le fonti rinnovabili in Italia sono in aumento costante, grazie soprattutto alla volontà degli amministratori locali favorevoli ad investire e sviluppare le tecnologie legate alla produzione di green energy.






I comuni virtuosi in Italia non sono numerosi. Sono più presenti nel Nord Italia, capofila il Trentino Alto Adige, ma  iniziano a comparire anche al Sud, dove in alcune realtà emergono per l’autosufficienza al 100% nella produzione di energia elettrica.
In materia di sostenibilità, 855 Comuni individuati nel rapporto di Legambiente e Cresme, mediante l’ONRE (Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico), sono in regola con le direttive per il risparmio energetico ed hanno esitato norme comunali apposite.


Il regolamento edilizio di questi Comuni è stato integrato con articoli orientati al risparmio energetico ad alla tutela dell’ambiente mediante il criterio dell’ottimizzazione delle prestazioni energetiche degli edifici e della massimizzazione del benessere abitativo di quest’ultimi.
Manca forse in questa eco-sostenibilità il riferimento di un preciso quadro nazionale a partire dal regolamento edilizio comunale. Necessita dunque, una nuova fase che possa fare superare lo spontaneismo locale, attraverso una strategia globale che metta d’accordo tutti i variopinti regolamenti edilizi nazionali.
Un primo segno nella legislazione italiana sta nel decreto 3 marzo 2011, n. 28 il quale prevede, dal 1° giugno  2012, che ogni nuovo edificio dovrà produrre con fonti rinnovabili il 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria oltre al 20% per il riscaldamento ed il raffrescamento. Mentre per la parte elettrica la potenza degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che devono essere obbligatoriamente installati è calcolata in base alla superficie dell’abitazione.
Per essere sicuri che non si avvii una nuova regolamentazione che differenzi ulteriormente  le già diversificate realtà territoriali, serve comunque una condivisione diffusa di comuni  Linee guida per la redazione di un Regolamento edilizio tipo, nuovo.

Giuseppe Cancemi