domenica 23 dicembre 2012
IL PREZIOSO LIQUIDO
Un esempio pratico:
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Sostenibilità
sabato 22 dicembre 2012
USO DEL SUOLO: SOSTENIBILITA' E SVILUPPO
Prendiamo nota che Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Confcooperative, insomma il vertice rappresentativo delle aziende che offrono gran parte del lavoro in Veneto, lanciano un messaggio di antispreco del territorio. La “sostenibilità” entra nel vocabolario di chi ha fatto fatica a riconoscere fino a poco tempo fa la necessità di regole limitative nell'uso delle risorse naturali come ambiente e territorio. La necessità di risposte adeguate ai problemi sistemici complessi, è passata da utopia per pochi eletti sensibili ai problemi ambientali (ambientalisti, sindacato, INU, ecc.) alla dirigenza delle attività economiche, che abbondantemente partecipano e agiscono nella trasformazione del territorio.
La pagina a pagamento comprata per dire: “BASTA SPRECARE TERRITORIO!” a caratteri cubitali, pubblicata su un noto quotidiano, è un segnale forte che deve fare riflettere tutti proprio sull'uso di un bene finito qual è il territorio, nei suoi più significativi aspetti di patrimonio paesaggistico (art. 9 Cost.), e più in generale, sui consumi di aree agricole non più sostenibili a fronte di un necessario riuso razionale dell'abbondante stock edilizio (nei centri storici); dismissioni industriali/areali varie esistenti sul territorio e l'offerta di mercato di tecnologie volte al risparmio energetico.
L’occupazione del territorio delle città, ha avuto un suo momento di orgia espansiva che ha fatto pensare ad una illimitatezza del suolo, mentre si sa che il terreno è un bene che diventa sempre più scarso. Il risultato di un comportamento simile, ha penalizzato fortemente ogni aspetto del paesaggio naturale e antropico e quindi anche la qualità urbanistica ed edilizia. Sono stati fatti saltare tutti i rapporti di una equilibrata distribuzione nel territorio di spazi e volumi. Il ritmo accelerato di invasione dello spazio ceduto sempre più a nuovi volumi, è stato pervasivo nella cultura della privatizzazione anche di aree pubbliche, spacciando da sempre, erroneamente, l'idea che il “mattone” è l'unica economia trainante.
Pochi amministratori locali e meno ancora classi dirigenziali si sono accorti che la cultura e il made in Italy sono “le” risorse immediatamente spendibili, se sapremo preservare l'integrità del territorio.
La città di Belluno ha un suo essere virtuosa. La vivibilità, riconosciuta annualmente dai primi posti nella graduatoria nazionale, fa ben sperare anche in tempi di crisi, in una prosecuzione rapida verso la fine del tunnel della recessione. Non bisogna trascurare però, che la scommessa delle imprese economiche, attraverso la loro rappresentatività regionale, ha portato, come detto, alla ribalta un tema che merita un confronto con le “intenzioni” locali e degli interrogativi. Confindustria, confcommercio, etc. ma anche il sindacato dei lavoratori che operano nel bellunese, vedono allo stesso modo il “risparmio” del territorio locale? Sono tutti disposti a connettersi con un processo virtuoso di città intelligente che riorganizza, riusa, adotta tecnologie idonee per il risparmio idrico ed energetico, restaura ciclicamente lo stock edilizio? E l'Amministrazione comunale, ha o pensa di assecondare progetti (pubblici e privati) nel senso di ridurre gli sprechi, valorizzare l'esistente, manutenere il patrimonio pubblico in piena efficienza, fermare ogni prevista invasione del suolo agricolo da pre-progettate espansioni non necessarie?
Ecco, penso che lo spunto dato a chiare lettere dai sindacati delle imprese, in questo caso da classi dirigenziali e non “corporazioni” come solitamente percepiti dall'immaginario collettivo, ci porti a riflettere veramente. Siamo al punto non più rinviabile che bisogna fare “squadra” tutti, per unire, sinergicamente, ogni sforzo nella direzione di una nuova coscienza e sensibilità verso una vera, e non a parole, “sostenibilità”, se vogliamo riavviare uno sviluppo consapevole.
Giuseppe Cancemi
Corriere delle Alpi - 6 gennaio 2013
SPRECO DEL TERRITORIO TEMA SU CUI RIFLETTERE
giovedì 20 dicembre 2012
mercoledì 12 dicembre 2012
Biodiesel dal mais
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domenica 9 dicembre 2012
martedì 4 dicembre 2012
Belluno: Poca attenzione per gli alberi
COMUNICATO
Purtroppo dobbiamo registrare , a fatto avvenuto, l’abbattimento di un pregevole albero da parte dell’Amministrazione Comunale di Belluno.
Nel giardinetto pubblico di via Piave è stato tagliato un bel esemplare di abete rosso di notevoli dimensioni che ornava un’area alquanto trascurata nella parte meridionale del Centro Storico. L’albero in buono stato vegetativo era elemento caratteristico del verde pubblico di quel luogo; ora rimane il ceppo tagliato a raso che ancora più segnala lo spregio nei riguardi del patrimonio del verde cittadino e segna il degrado e la scarsa “cultura” che persone ed amministratori dimostrano verso la natura.
Il fatto è ancora più grave perché avvenuto da un’amministrazione che a parole si dichiara di condividere le tesi ambientaliste e dato che già eravamo intervenuti presso il Sindaco della precedente amministrazione per impedire l’abbattimento dell’albero considerato, in seguito a pretestuose osservazioni di due cittadini che ne volevano l’eliminazione.
Italia Nostra Sezione di Belluno da lungo tempo si batte perché si valorizzi il verde pubblico cittadino contro la superficialità e l’abbandono che sempre più si diffonde.
Alcuni mesi fa i responsabili della Sezione di Italia Nostra hanno incontrato il Sindaco da poco eletto e l’assessore alla Cultura, ponendo tra gli argomenti emergenti, il problema della salvaguardia del verde pubblico e ribadendo la necessità di procedere con un metodo di potatura degli alberi corretto e rispettoso delle caratteristiche vegetative delle piante, contro una prassi, purtroppo ancora presente, che insiste nell’effettuare ogni tre anni, per ragioni di “bilancio”, le operazioni di potatura riducendo le piante a scheletri senza rami.
Per tentare di cambiare rotta a questi comportamenti avevamo operato perché, grazie alla pregevole disponibilità del Corpo Forestale Regionale, fosse promosso un corso di potatura rivolto agli operatori delle amministrazioni pubbliche locali. Il corso, tenuto da valenti esperti, è stato realizzato con successo lo scorso anno, ma “ovviamente” non vi hanno partecipato i tecnici del Comune di Belluno.
Inoltre, anche per la segnalazione di alcuni cittadini, avevamo più volte proposto ai responsabili comunali e riproposto all’attuale amministrazione un intervento mirato per effettuare le potature dei bellissimi alberi di Piazza Santo Stefano. Con la consulenza di un tecnico della Forestale è possibile intervenire in modo appropriato per risistemare l’ambiente vegetativo da lungo tempo abbandonato.
Tale operazione può quindi essere propedeutica ad un metodo operativo pienamente soddisfacente e rispettoso delle piante, ma siamo ancora in attesa di una risposta positiva.
Se i risultati al nostro impegno sono questi non possiamo che dichiarare la nostra profonda delusione.
ITALIA NOSTRA SEZIONE DI BELLUNO
Ennesimo spregio all’ambiente : abbattuto albero in via Piave
Purtroppo dobbiamo registrare , a fatto avvenuto, l’abbattimento di un pregevole albero da parte dell’Amministrazione Comunale di Belluno.
Nel giardinetto pubblico di via Piave è stato tagliato un bel esemplare di abete rosso di notevoli dimensioni che ornava un’area alquanto trascurata nella parte meridionale del Centro Storico. L’albero in buono stato vegetativo era elemento caratteristico del verde pubblico di quel luogo; ora rimane il ceppo tagliato a raso che ancora più segnala lo spregio nei riguardi del patrimonio del verde cittadino e segna il degrado e la scarsa “cultura” che persone ed amministratori dimostrano verso la natura.
Il fatto è ancora più grave perché avvenuto da un’amministrazione che a parole si dichiara di condividere le tesi ambientaliste e dato che già eravamo intervenuti presso il Sindaco della precedente amministrazione per impedire l’abbattimento dell’albero considerato, in seguito a pretestuose osservazioni di due cittadini che ne volevano l’eliminazione.
Italia Nostra Sezione di Belluno da lungo tempo si batte perché si valorizzi il verde pubblico cittadino contro la superficialità e l’abbandono che sempre più si diffonde.
Alcuni mesi fa i responsabili della Sezione di Italia Nostra hanno incontrato il Sindaco da poco eletto e l’assessore alla Cultura, ponendo tra gli argomenti emergenti, il problema della salvaguardia del verde pubblico e ribadendo la necessità di procedere con un metodo di potatura degli alberi corretto e rispettoso delle caratteristiche vegetative delle piante, contro una prassi, purtroppo ancora presente, che insiste nell’effettuare ogni tre anni, per ragioni di “bilancio”, le operazioni di potatura riducendo le piante a scheletri senza rami.
Per tentare di cambiare rotta a questi comportamenti avevamo operato perché, grazie alla pregevole disponibilità del Corpo Forestale Regionale, fosse promosso un corso di potatura rivolto agli operatori delle amministrazioni pubbliche locali. Il corso, tenuto da valenti esperti, è stato realizzato con successo lo scorso anno, ma “ovviamente” non vi hanno partecipato i tecnici del Comune di Belluno.
Inoltre, anche per la segnalazione di alcuni cittadini, avevamo più volte proposto ai responsabili comunali e riproposto all’attuale amministrazione un intervento mirato per effettuare le potature dei bellissimi alberi di Piazza Santo Stefano. Con la consulenza di un tecnico della Forestale è possibile intervenire in modo appropriato per risistemare l’ambiente vegetativo da lungo tempo abbandonato.
Tale operazione può quindi essere propedeutica ad un metodo operativo pienamente soddisfacente e rispettoso delle piante, ma siamo ancora in attesa di una risposta positiva.
Se i risultati al nostro impegno sono questi non possiamo che dichiarare la nostra profonda delusione.
ITALIA NOSTRA SEZIONE DI BELLUNO
INQUINAMENTO DA CAPSULE DI CAFFE'
Le capsule adottate dalle varie marche di macchinette per il caffè, sono una fonte, sempre più diffusa, di inquinamento che non può essere ignorata. Il Comune di Capannori (LU) che differenzia l'84%, ha scelto la via della ricerca strategica per conseguire, assieme ad un altro centinaio di Comuni, l'obiettivo RIFIUTI ZERO. Proprio Capannori, per questa capsula, ha di recente brevettato un sistema che consente di differenziare tutti i materiali che la compongono.
Belluno, penso lo stesso interessata ad inquinare meno possibile, perchè non si collega con questi 107 Comuni che si pongono l'obiettivo della massima riduzione possibile dei rifiuti?
venerdì 23 novembre 2012
lunedì 1 ottobre 2012
da: il Poeta dell'incoerenza
(Una poesia presente su Facebook all'indirizzo: http://www.facebook.com/bassano.raffaele.poeta?ref=stream)
A TE FIGLIO MIO
Se un giorno mi vedrai vecchio:
se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi …
abbi pazienza,
ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.
Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose …
non mi interrompere …
ascoltami,
quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia
finche’ non ti addormentavi.
Quando non voglio lavarmi non biasimarmi
e non farmi vergognare …
ricordati quando dovevo correrti dietro
inventando delle scuse perche’ non volevi fare il bagno.
Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie,
dammi il tempo necessario
e non guardarmi con quel sorrisetto ironico
ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc;
quando ad un certo punto non riesco a ricordare
o perdo il filo del discorso …
dammi il tempo necessario per ricordare
e se non ci riesco non ti innervosire …..
la cosa piu’ importante non e’ quello che dico
ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti.
Quando le mie gambe stanche non mi consentono
di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso,
vieni verso di me con le tue mani forti
nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te
quando muovevi i tuoi primi passi.
Quando dico che vorrei essere morto …
non arrabbiarti
un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo.
Cerca di capire che alla mia età non si vive,
si sopravvive.
Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori
ho sempre voluto il meglio per te
che ho tentato di spianarti la strada.
Dammi un po’ del tuo tempo,
dammi un po’ della tua pazienza,
dammi una spalla su cui poggiare la testa
allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.
Aiutami a camminare,
aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza
in cambio io ti darò un sorriso
e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.
Ti amo figlio mio.
ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.
Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose …
non mi interrompere …
ascoltami,
quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia
finche’ non ti addormentavi.
Quando non voglio lavarmi non biasimarmi
e non farmi vergognare …
ricordati quando dovevo correrti dietro
inventando delle scuse perche’ non volevi fare il bagno.
Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie,
dammi il tempo necessario
e non guardarmi con quel sorrisetto ironico
ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc;
quando ad un certo punto non riesco a ricordare
o perdo il filo del discorso …
dammi il tempo necessario per ricordare
e se non ci riesco non ti innervosire …..
la cosa piu’ importante non e’ quello che dico
ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti.
Quando le mie gambe stanche non mi consentono
di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso,
vieni verso di me con le tue mani forti
nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te
quando muovevi i tuoi primi passi.
Quando dico che vorrei essere morto …
non arrabbiarti
un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo.
Cerca di capire che alla mia età non si vive,
si sopravvive.
Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori
ho sempre voluto il meglio per te
che ho tentato di spianarti la strada.
Dammi un po’ del tuo tempo,
dammi un po’ della tua pazienza,
dammi una spalla su cui poggiare la testa
allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.
Aiutami a camminare,
aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza
in cambio io ti darò un sorriso
e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.
Ti amo figlio mio.
di Raffaele Bassano
venerdì 21 settembre 2012
SCUOLA PROMESSA E REALTA'
Tra il dire e il fare
Sono prossimi per la scuola, a
carattere nazionale, un pre-esame e delle prove per la conquista di una
cattedra di insegnante. I contendenti sono valutati in tutto
160.000 (ma per i sindacati molto di più) e i posti a concorso 11.542. Circa
quattordici concorrenti per ogni posto. Il costo dell’operazione, un milione di
euro, e pari ai costi di un anno di 10 consiglieri regionali del “mitico”
Fiorito. Il frastornato aspirante professore, che ha già sperimentato le
“supplenze”, tra graduatorie, punteggio, aggiornamenti e
concorsi fatti e da fare non ha un trascorso di vita molto serena, e non
è finita, sa che per aggiudicarsi una cattedra dovrà superare ancora colleghi e
altri concorrenti più “freschi” di studi scolastici. In tempi difficili per il
lavoro, 1300-1500 euro mensili non sono da buttare, anche se
vergognosamente pochi per vivere. infatti, in tempi di magra un simile concorso
è ambito al punto di accettare un disagevole percorso temporale di docenza e
una conseguente dubbiosa futura quiescenza di sicuro non ricca.
In una città come Belluno, per
esempio, dove l’istruzione/formazione è di ottimo livello e tanti
di questi futuri insegnanti che aspirano al “ruolo”operano già, le scuole si
sono aperte con non pochi problemi. Le carenze di personale ausiliario per
l’apertura fisica delle scuole e la mancanza di pochi spiccioli (si fa per
dire!) per la fornitura dei registri del professore, sono stati il primo
spiacevole impatto in un ambiente che deve essere rassicurante e senza problemi
di sorta. L’utenza di riferimento, vorrei ricordarlo, è fatta di
persone in formazione e la serenità nei loro luoghi di studio è
d’obbligo. Immaginate cosa significhi per docenti e studenti/alunni non
avere nella stessa scuola un registro del professore comune a tutti. Eppure
mi risulta che una scuola in città, per mancanza di fondi per la cancelleria, ha
delegato la “stampa” del registro personale ai relativi singoli insegnanti. Vero
è che l’insegnamento è libero ma non può rischiare di diventare arbitrario. Il
registro non può essere disarticolato dal POF (Piano di Offerta Formativa)
affidando alla discrezionalità dell’operatore scolastico l’onere della
riproduzione. Di regola, lo strumento registro andrebbe uniformato ai criteri
di un protocollo, unico per tutti sia nella sostanza che nella forma.
I pochi cenni ad un concorso che
non sanerà il precariato che viene da lontano e questi elementari segnali
di disfunzioni nelle scuole di Belluno, danno una qualche idea della
crisi che attraversa il nostro Paese e delle risposte non certo appropriate.
Sentire che da quest’anno si dovranno adottare
registri elettronici, leggere nell’ADI (Agenda Digitale Italiana) di
“modelli di scuola digitale”, “banda larga per la didattica nelle scuole” e “cloud per la didattica” ma constatare
che i “tagli” si traducono in una decadenza delle scuole e che il concorso a cattedra
annunciato rischia di creare una “guerra tra poveri” mi fa pensare ad una
perpetuazione degli spot e degli annunci e ad una insanabile frattura tra Paese
reale e Paese legale. Non da ora la rappresentazione dell’Italia, di chi
ci governa, si discosta dall’inconfutabile realtà. Belluno, nel suo
piccolo, come tanti altri Comuni, sia pure per pochi indizi, conferma
l’impoverimento delle scuole che si registra in tutta Italia. La causa
purtroppo, non è difficile da individuare. Tutti i nuovi tagli operati
dallo spending review non hanno fatto
altro che aggravare una situazione economica già precaria negli enti
autarchici. Non è accettabile, comunque, che si continuino a fare voli
pindarici, quando poi la cruda realtà e sotto gli occhi di tutti. Siamo ancora
in tempo, Cresci Italia quando decreta efficienza e qualità dei servizi, se non
sana la situazione dei precari nella scuola con consoni investimenti, rischia
di lanciare ancora inutili proclami. L’uscita dalla crisi, lo dicono tutti, sta
negli investimenti partendo prioritariamente dall’istruzione, dalla formazione
e dalla ricerca.
giovedì 20 settembre 2012
DESTRA e SINISTRA
Destra e sinistra di G. Gaber
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l'ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é.
Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po' a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l'ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é.
Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po' a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!
***
Destra e sinistra: ha ancora senso parlare di “idee di destra” e viceversa di “idee di sinistra”?
“Se è allora legittimo, oggi, parlare di destra e sinistra? Non bisogna
farsi infinocchiare dalla confusione: è di destra avere usato le leve
economiche e fiscali per aumentare la ricchezza dei gruppi sociali alti,
tollerando metodologie corruttrici e prevedendo sanatorie fiscali a
periodiciità costante ed è di destra la posizione di chi rinuncia a credere
nella laicità dello Stato, fingendosi difensore di valori religiosi ai quali
non ha mai creduto. E’ di destra la posizione di chi incrementa la paura del
diverso per sesso, per razza, per opinioni, perché rifiuta la solidarietà
umana, l’accoglienza e il confronto, come valori capaci di compromettere il
proprio spazio identitario e il proprio meschino interesse privato. C’è una
linea di divisione netta con i valori di una sinistra democratica: sono di
sinistra tutte le battaglie per il riconoscimento degli antichi e fondamentali
diritti, nonchè dei nuovi diritti, che l’avanzare civile delle società impone a
ognuno di noi di esaminare senza rifiuti pregiudiziali. Sono di sinistra le
battaglie per superare le diseguaglianza e salvaguardare le conquiste sociali
che il secolo XX ha guadagnato alla democrazia, a cominciare dalla tutela della
salute e finire al diritto a una vita dignitosa e a una morte anch’essa
dignitosa. Non può esserci confusione tra destra e sinistra! E sono comunque
questioni che meriterebbero un più ampio dibattito. ...”
(Dall’intervista a Mario Arnone, tratta
da “il Fatto Nisseno” 2012)
***
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