TAGLIO DELL'ALBERO CHE RICORDAVA
Chico Mendes
L'albero che ricordava a Belluno l'assassinio di Francisco Alves Mendes Filho, che anche per noi aveva difeso la natura, è già stato tagliato. Altri tre ne seguiranno la stessa sorte, tutti abbattuti, a seguito di una determina sindacale.
La relazione tecnica di accompagnamento, assegnando a quegli alberi un “indice di rischio elevato e non riducibile” e non rilevando “ motivi di opposizione” nelle “conclusioni della relazione tecnica” ne sancisce il taglio in data odierna.Dato il riconoscimento delle patologie che hanno indotto l'inevitabile taglio, ci si è preoccupati di suggerire le azioni necessarie per prevenire parassiti e malattie che diffusi nell'ambiente hanno creato e creano danno al verde urbano?
Da oggi, 17 aprile 2023, il “Cedrus deodara” e la sua targa del WWF bellunese commemorativa del Chico Mendes, conosciuto come ambientalista brasiliano, difensore dell'Amazzonia polmone del mondo, non li ritroveremo al loro posto. Una eliminazione, forse senza contraddittorio ma comunque senza appello, che fa riflettere sul silenzio e le inesplorate eventuali alternative al mantenimento di quegli alberi. Strano, perché tutti sappiamo che il principale contrasto al cambiamento climatico si fa con gli alberi.
Questa soluzione, che è squisitamente politica, richiama alla mente altri tagli, fatti in città, in questi ultimi anni. Uno per tutti che va ricordato, è quello che ha fatto piazza pulita degli alberi, sempre per sicurezza s'intende, in via D'inca dove vedi caso al loro posto sono aumentati, diciamo, nuovi parcheggi per auto.
Qualche stranezza inoltre, in questa continuità nella eliminazione di essenze arboree, una costante che viene da lontano, va rilevata. Non si comprende infatti come mai la Giunta, si ripromette di preparare un piano verde bene articolato con regolamento e censimento del verde, e come primo atto si precipita ad eliminare piuttosto che ad integrare quegli alberi tagliati nel corso degli anni.
Non meno curiosa è la precedenza data ad altro importante strumento: “Regolamento per orti sociali”, sicuramente utile ma con altri scopi, principalmente sociali e di prevenzione al degrado o comunque di aggregazione.
Qualcosa di diverso è la nuova tendenza che dovrebbe curare la diffusione e la manutenzione del verde dei parchi, visti da una logica anche di forestazione complessiva, che dovrebbe guardare di più all'impronta ecologica.
A questo punto qualche dubbio per associazione di idee fa venire in mente il motto di un noto politico della prima repubblica. Soleva dire (provo ad anagrammare) che: a pensare male si fa peccato, ma che a volte si può anche indovinare.
Qualche strana idea allora per la mente passa, eccome passa!
Va bene giustificare il diradamento per la sicurezza dei cittadini, ma non è che per caso tagliare gli alberi significhi per chi amministra o dirige, ad esempio, una qualche ricercata minore responsabilità?
Eppure la normativa nazionale è piuttosto blanda in materia, si limita appena a delle raccomandazioni. E il Codice Civile insegna, che bisognerebbe amministrare come un buon padre di famiglia la cosa pubblica e, nel caso, vale anche per la gestione del verde pubblico. Perché allora non metterci più impegno condiviso con il massimo dei gruppi sociali del territorio e adatte risorse per una manutenzione programmata?
Giuseppe Cancemi


Nessun commento:
Posta un commento