martedì 12 aprile 2016
LA COERENZA umana
domenica 10 aprile 2016
CALTANISSETTA E UNA DELLE SUE RISORSE
MUSEO DELLA ZOLFARA
Tra sei mesi o più,
poco importa, avremo il museo della zolfara. Leggo che la struttura ospiterà
una importante museo mineralogico, paleontologico e della zolfara con
un’esposizione permanente dedicata alla tecnologia mineraria per l’estrazione
dello zolfo in Sicilia. Una struttura la cui impronta che si vuole ripercorrere
resterebbe di tipo scientifico-geologica, tecnica e tecnologica. A parer mio limitare il museo agli aspetti dichiarati mi sembrerebbe assai riduttivo nei confronti dell'umanità e del fare della stessa che ha attraversato quel periodo.
Penso, particolarmente al ruolo dell'industrialismo ottocentesco siciliano e nisseno in particolare, il
quale, con la sua economia non più solo primaria, o comunque legata all'energia al territorio (idrica) proiettava anche nella nostra città nuova
luce. La parte materiale sintetizzava nel centro storico la cultura mittel
europea dell’abitare (spazi di vita collettiva, palazzi e arredi urbani), delle
prime conquiste nei diritti dei lavoratori ma, soprattutto, per
la parte spirituale, esprimeva una forte vocazione che trovava nei riti religiosi e negli oggetti di devozione un
culto unico. Insomma, ritengo che in una storicizzazione museale si debba
ospitare una ricostruzione il più possibile a 360 gradi.
Belluno, Piazza Duomo
MOSTRA PENSATA O MOSTRA IMPROVVISATA?
Le "AREE VASTE" in Sicilia
L'Italia delle Province si trasforma. La Sicilia comincia sostituendo le 9 Province con i Liberi Consorzi.
L'esempio di alcune aree interne.

Ma dove stanno i criteri d'aggregazione dei liberi consorzi delle cosiddette aree vaste?
Non mi sembra che i consorzi debbano essere ridotti ad un'aggregazione di Comuni, sommando in modo aritmetico le singole popolazioni degli aderenti. Mi spiace dirlo, ma così come si presenta, sembra mancare proprio della base di tutto: un progetto aggregante, elaborato “a più mani” e condiviso dai Comuni che hanno scelto di aderirvi. Per grandi linee, credo che un insieme disomogeneo di comunità locali, debba ricercare in un progetto comune, quei punti unificanti che comprendano, tra le aspettative, una strategia di politica favorevole allo sviluppo. L'appartenenza territoriale maggiormente allargata, voluta dai cittadini per libera scelta, deve nascere da una fusione del singolo campanile nel crogiolo di un nuovo modo di sentire, di essere.
La ratio che dovrebbe muovere la nuova aggregazione, non può non partire dai servizi da consorziare per ridurre gli sprechi e dalle risorse da mettere insieme per affrontare una nuova sfida che coinvolge per “aree” il futuro sviluppo socio-economico della Sicilia.
Giuseppe Cancemi
venerdì 8 aprile 2016
BELLUNO, gli alberi di Via Cavour
ALBERI, tagli annunciati
A spanna quell'alberatura di via Cavour deve avere
superato una trentina di anni o poco più. Questa datazione mi induce
una semplice osservazione: quelle essenze arboree con quale criterio
sono state messe? Sono state piantate mediante un progetto firmato da
accreditato professionista o sono il risultato di una piantumazione
così tanto per mettere degli alberi? Comunque, anche un semplice
giardiniere avrebbe saputo che un albero per il luogo di impianto va
scelto anche in base all'apparato radicale. Sappiamo tutti che nei
marciapiedi e nei cimiteri, per esempio, vanno evitati alberi con
radici fascicolate. Di solito, infatti, sono le essenze con radici
fittonanti le più utilizzate nei viali alberati a scopo decorativo,
architettonico, ecc.. | E' il caso di dire: alberi sì ma non a c...o |
E' strano come sia accaduto che solo oggi ci si accorge degli alberi non idonei al marciapiede di via Cavour impiantati in un periodo in cui la pratica urbanistica sarebbe dovuta essere quella tecnica prima e contrattata dopo, dunque sottratta all'empirismo delle opere pubbliche del capo mastro. Ma si vede che così non è stato e il tempo lontano (relativamente) forse, non ci permette di conoscere le eventuali responsabilità. Viene da chiedersi: ma il danno dell'abbattimento di alberi maturi, del marciapiedi da rifare e dell'impianto di nuove essenze arboree è o non è un danno erariale?
Giuseppe Cancemi
APPENDICE DEL GIORNO DOPO (11 aprile 2016)
Dai lavori che prevedono l'abbattimento degli alberi in via Cavour, a giudicare dai luoghi, i conti non tornano. Lo scenario che attualmente si presenta appare con alberi abbattuti alternativamente, con una logica distributiva quasi geometrica, che lascia intuire più a un diradamento che non ad una soluzione, alla lettera, radicale. Si è scelto di eliminarli, uno sì e uno no, tutti in fioritura, e non senza abbondare sui sì. Sembrerebbe, che gli alberi graziati hanno un qualche merito per essere stati risparmiati. In compenso, è stata regalata ai ceppi rimasti una rifinitura da “figaro”.
Eppure ricordo di avere letto che le piante da eliminare, causa del dissesto rilevato, rientravano in un “progetto di rifacimento”. Bene! Allora perché il taglio assomiglia più ad un diradamento che non ad una radicale sostituzione delle attuali piante con altre a radici fittonanti? Si vuole, forse, mascherare un'ennesima azione demolitrice di piante a Belluno, che sembra appartenere ad un ragioneristico disegno di riduzione delle spese nella voce a bilancio destinata alla manutenzione?
UDITE, UDITE... cosa dice il Dirigente comunale in merito alla questione verde pubblico
mercoledì 6 aprile 2016
BELLUNO: via San Lucano perde un altro albero, in silenzio ...ssst!
Fine di un albero che segnava un orizzonte patrimonio dell'immaginario collettivo
Così, tanto per capire, ma il Comune -
pur non esercitando, relativamente, alcuna potestà sugli alberi, fosse anche per
quell'orizzonte verso il Piave, oggi impoverito - non aveva voce in
capitolo per impedire o condizionare quella grave perdita?![]() |
| Precedente visione |
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| La situazione attuale |
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| Albero abbattuto |
Giuseppe Cancemi
giovedì 17 marzo 2016
BELLUNO E IL COMMERCIO IN CENTRO STORICO
Quali le scelte per rivitalizzare il centro storico?
Si aggiunga anche che
i residenti del centro storico nell’idea di rigenerazione del centro storico sono
assenti e un degrado latente si va manifestando, mentre si auspica un commercio
(di vicinato) e magari al servizio di un turismo tutto da sviluppare. La
convinzione che assecondare la circolazione automobilistica fa bene al
mantenimento/sviluppo delle attività commerciali, è il “leitmotiv” che
assilla la gestione del cuore della città. Forse, bisognerebbe interrogarsi sul
perché gli acquisti nelle principali vie del centro sono in calo o non ce ne
sono affatto. Siamo sicuri che la causa è dovuta unicamente alla mancata
circolazione di auto? Non sfiora l’idea che potrebbero essere altri, i motivi
della crisi commerciale? Per esempio: le tipologie delle mercanzie
offerte, i prezzi, il rapporto tra tipologia dell’offerta e la sua
domanda, l’ampiezza delle scelte, la qualità dei prodotti, la esclusività o la
inflazione di quel prodotto, etc., sono o no elementi che influiscono sul
successo o meno di vendita in un dato luogo? Insomma fattori come quelli
accennati che nulla hanno a che vedere con le auto nel cuore della città. Non
potrebbero essere quelle, invece, le effettive ragioni di un allontanamento dal
centro della clientela? Ecco, forse qualche dubbio in più dovrebbe fare
riflettere amministratori e operatori commerciali i quali imputano quasi
tutto al traffico. Pensare ad una continuità commerciale che viene da
lontano: con il nonno prima e appresso il padre e dopo il figlio nella
conduzione di un’attività economica andata sempre bene, quando circolavano
liberamente le auto, non basta. Come non è sufficiente un inizio di attività
commerciale sulla base di una semplice intuizione o convinzione che quel luogo
continuerà ad accettare sempre le stesse condizioni e con la medesima tipologia
di esercizio. Non è più tempo di empirismo. Gli operatori commerciali moderni
oramai conoscono e si servono di strumenti come il business planning, per verificare o iniziare un’attività. Non si può più investire senza prima avere indagato il mercato, le sue potenzialità e gli elementi che ne determinano la fattibilità di quel dato commercio. Insomma è opinione diffusa che il pianificare prima di investire fa parte delle buone pratiche che ogni azienda dovrebbe sempre avere presente prima di agire. Non meno importante da parte pubblica, per un corretto uso della città, il Comune dovrebbe avere nel “cassetto” un Piano Commerciale aggiornato, e non solo quello, per dare risposte circostanziate agli operatori commerciali, prima di prendere ogni decisione. La complessità dell’organizzazione urbana richiede di conoscere prima di operare. Senza uno studio sociologico dei destinatari (residenti, commercianti, fruitori potenziali, etc.) l’insuccesso già sperimentato è assicurato.
sabato 20 febbraio 2016
CALTANISSETTA: IL MUSEO DELLA ZOLFARA
![]() |
| Renato Guttuso - La zolfara |
sabato 13 febbraio 2016
L’ANTENNA DIMENTICATA
La
dismissione delle trasmissioni in Onde Medie e Onde Lunghe che la RAI sta
operando da qualche tempo in Italia, ha allarmato quelle sedi dove sono
presenti proprio gli impianti per questi sistemi di emissione. Caltanissetta,
tra questi siti, rappresenta l'estremo limite Sud della rete che si collega con
la penisole Italia in tutta la sua lunghezza. La chiusura di Napoli Firenze,
Budrio (BO), ecc. Ha già generato dei mal di pancia ma non abbastanza forte,
perché si cerchi un filrouge che
saldi un possibile salvataggio con un ripensamento non certo semplice ma
piuttosto riformando in qualche modo l'essere del sistema di trasmissione. Cosa
rappresenta l'antenna RAI in questione per l'Italia e Caltanissetta è da
collegare al tempo attraversato del nostro paese per gli aspetti: economici,
politici e tecnologici.![]() |
| Base di appoggio antenna |
Giuseppe Cancemi
mercoledì 6 gennaio 2016
Caltanissetta: appunti incompleti e sintetici della crescita urbano-edilizia
Urbanistica/Edilizia
a Caltanissetta negli anni…
1881 - "Piano
Regolatore... Per ingrandimento della città sulle terre contigue alla
stazione" - Alfonso Barbera ing.
capo del Comune di Caltanissetta1909 - Reperimento nuove zone e risanamento igienico-sanitario - G. Di Giulio (ing. Ufficio Tecnico Comunale
VERDE - Giardino pubblico nel Vallone Grazia; mantenimento degli orti irrigui (attuale via Rochester).
1921 - Viene ristudiato lo stesso piano del 1909-1911 in merito ad acqua, fogne e strade ad opera del libero professionista ing. L. Cammarata.
Questo ristudio avviene secondo la legge n. 2369 del 1865 intesa come "legge di Napoli" che prevedeva appunto: risanamento igienico e sanitario; migliore viabilità; espansione.
1943 - PRG (ing. E. Caracciolo)
Eventi bellici '43 non considerati
53.000 ab. - 493 ab/Ha ("veramente enorme”)
Il dato accettato dagli urbanisti è : 250-300 ab/Ha (ritenuto ottimale)
Il suddetto PRG rileva che esistono valenze paesaggistiche da non alterare come:
Monte S. Giuliano e C.da Medica.
Il medesimo, elegge un nuovo centro direzionale in via Cavour e via Napoleone Colajanni, attribuendo alla Piazza Garibaldi il ruolo di “salotto" in assenza di traffico.
La legge urbanistica nazionale è la 1150/'42.
1952/53 - Piano di ricostruzione (ing. Giordano)
Costruzioni UNRRA CASAS
Case popolari S. Flavia, via Messina (carcere)
Sventramenti:
Largo Paolo Barile, via Medaglie D'oro e via Re d'Italia.
BELLUNO: come va l'inquinamento?
INQUINAMENTO? NO PROBLEM!
ALLARME INQUINAMENTO ATMOSFERICO
I recenti allarmi sull'inquinamento delle città a causa delle polveri sottili, per Belluno, l'ARPAV è tranquillizzante (vedi tabella).
Qualche perplessità sull'attendibilità dei dati può sorgere se le misurazioni sono quelle rilevate all'interno del parco città di Bologna. E dunque, una domanda sorge spontanea: l'aria controllata in quel luogo è rappresentativa dell'intero territorio?
***
INQUINAMENTO ATMOSFERICO ED ELIMINAZIONE DEGLI ALBERI IN CITTÀ NON VANNO D'ACCORDO. Chissà perché!
Forse, perché gli alberi mediante la fotosintesi ci restituiscono ossigeno che contrasta gli inquinamenti?... O no?
A Belluno dopo questo lungo periodo di siccità invernale, si combatte e si teme per un qualche peggioramento della qualità dell'aria dovuto agli effetti dello smog. Eppure, qualche settimana fa non si è esitato a rimuovere due dei tre rimanenti alberi di via D'Incà, catramando la buca e cancellando definitivamente ogni segno della loro precedente presenza. Verranno a dirci che era necessario per i soliti motivi di sicurezza e/o malattia, e sarà anche vero, ma il Comune non aveva promesso con i penultimi alberi tagliati in quella via che avrebbe ricompensato la sottrazione di verde con l’impianto di nuove essenze? E visto che ci siamo, che ne è degli alberi che dovrebbero essere stati piantumati per ogni bambino nuovo nato o adottato? In quale zona della città si trovano tutte le relative piante che dovrebbero esserci dal 16 agosto 2013?
La città, la politica sono alquanto distratti su questi temi. L'agire per interesse generale è sempre (o quasi) materia per gli altri.
Befana 2016, Piazza dei Martiri.
Mentre in altre città ci si preoccupa di COx, NOx, PM10, etc. Belluno mostra, con orgoglio, tutte quelle auto che sono vere e proprie fabbriche dei citati inqinanti. Complimenti!
martedì 5 gennaio 2016
Befana 2016 - Caltanissetta... aspetta e spera!
BREVE NOTA PER UNA RIFLESSIONE POLITICA DEL CONSIGLIO COMUNALE
lunedì 28 dicembre 2015
Caltanissetta e la miniera
IL MITO DELLE MINIERE
| Dimora di un signore delle miniere nisseno |
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| La zolfara - R. Guttuso |
venerdì 18 dicembre 2015
Belluno e le "paline"
LE INDICAZIONI TURISTICHE RICHIEDONO MAGGIORE ATTENZIONE NELLA COLLOCAZIONE E PRINCIPALMENTE IN QUELLO CHE VOGLIONO COMUNICARE
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| "Palina" assediata dagli sbarramenti |
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| "Palina" bi-facciale poco distante dall'inferriata. |
lunedì 7 dicembre 2015
Belluno - Natale 2015
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La religione è considerata dalla gente comune come vera, dai sapienti come falsa, e dai governanti come utile.
| (Seneca) |
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L'autunno è una stagione saggia e di buoni consigli.
| Félix-Antoine Savard, La Minuit, 1948 |
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| C'era una volta... un albero! |
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| Acqua! Bene comune. |
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Quando un’alba o un tramonto non ci danno più emozioni, significa che l’anima è malata.
| (Roberto Gervaso) |
Foto di Giuseppe Cancemi
mercoledì 25 novembre 2015
Terminato il restauro di Palazzo Fulcis
PRESTO IL MUSEO CIVICO A PALAZZO FULCIS
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| Vista posteriore del Palazzo Fulcis |
REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE LEGGE N. 109/94
Art. 35 (Documenti componenti il progetto esecutivo)
1. Il progetto esecutivo costituisce la ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e, pertanto, definisce compiutamente ed in ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico l'intervento da realizzare. Restano esclusi soltanto i piani operativi di cantiere, i piani di approvvigionamenti, nonché i calcoli e i grafici relativi alle opere provvisionali. Il progetto è redatto nel pieno rispetto del progetto definitivo nonché delle prescrizioni dettate in sede di rilascio della concessione edilizia o di accertamento di conformità urbanistica, o di conferenza di servizi o di pronuncia di compatibilità ambientale ovvero il provvedimento di esclusione delle procedure, ove previsti. Il progetto esecutivo è composto dai seguenti documenti:
a) relazione generale;
b) relazioni specialistiche;
c) elaborati grafici comprensivi anche di quelli delle strutture, degli impianti e di ripristino e miglioramento ambientale;
d) calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti;
e) piani di manutenzione dell'opera e delle sue parti;
f) piani di sicurezza e di coordinamento;
g) computo metrico estimativo definitivo e quadro economico;
h) cronoprogramma;
i) elenco dei prezzi unitari e eventuali analisi;
l) quadro dell'incidenza percentuale della quantità di manodopera per le diverse categorie di cui si compone l'opera o il lavoro;
m) schema di contratto e capitolato speciale di appalto.



































