Aggiungi...


Condividi questo articolo

martedì 7 aprile 2026

F.VP - BALDENICH - PUA 2026

A PROPOSITO di Piano Urbanistico Attuativo in area vincolata da P.R.G.
con F. VP (Verde Pubblico) in località BALDENICH

Ultimamente il Consiglio comunale di Belluno ha approvato un progetto urbanistico in prossimità della rotatoria che incrocia la S.S. n. 50 con via Medaglie d'Oro. In quell’area l’edificio ex Agip abbandonato è il luogo dove si prevede la nuova costruzione.

Trattasi di un ennesimo volume edilizio commerciale da realizzare, di iniziativa privata, riconosciuto compatibile dal Comune di Belluno come “variante città e centri frazionali”

Nella sua approvazione richiesta come perimetrazione di un ambito di degrado ai sensi dell’art. 27 della legge n.457/1978, si è dichiarato anche che trattasi di: “area non pianificata per decorrenza del termine quinquennale” con vincolo 'espropriativo'.

Un particolare che forse sfugge alla redazione del progetto non certo trascurabile è, che quel vincolo di area coincide con quello già esistente 'conformativo' da P.R.G. “F.VP” (zona F con verde pubblico) preesistente, assegnato in base alla 'zonizzazione' del territorio.

Con l'ultimo atto partecipativo che respinge le osservazioni avverse alla Variante, si chiude ogni ulteriore dialogo con i cittadini che si sono mostrati sensibili al problema.

La delibera che il Comune approva, non trova consenso tra il popolo bellunese che non vede di buon occhio la cancellazione del verde pubblico di Baldenich - promesso da un ignoto PRG - di cui si ha sentore nella planimetria : “Fig.19 - Rapporto preliminare ambientale per verifica di assoggettabilità a V.A.S.”

Di Belluno si può dire, che lo sviluppo edilizio dopo la città “murata” si è successivamente propagato linearmente lungo la S.S. 50. Non certo per una casualità ma piuttosto perché spinto dalla rendita di posizione dei terreni ai lati della stessa e delle contigue urbanizzazioni primarie che l'hanno preceduta e la seguono.

Lo sviluppo sotto il profilo urbanistico a Belluno, sembra essere da record. In circa 80 anni, la città ha avuto 15 Amministrazioni comunali e un’urbanistica segnata da ben 76 e più Varianti di P.R.G.. In media più di 5 per ogni Amministrazione, e qualche volta più di una all’anno. Di queste numerose varianti, non è chiaro quante siano state effettivamente integrate o ricondotte in un unico Piano Regolatore Comunale (o PRG) da leggi statali e/o da PUA e PI secondo la legislazione regionale del Veneto.

L'ultimo atto che ha concluso ogni ulteriore dialogo con il popolo bellunese, si è consumato con le “CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI PERVENUTE”. Non si è voluto riconoscere quanto sarebbe stato meglio conservare, senza se e senza ma, quel verde pubblico urbanisticamente promesso da una legge statale (D.M. 1444/68).

la delibera ultima interpretata dagli Amministratori del Comune di Belluno, come area di forte degrado non è, e non è stata certo convincente come tale dai concittadini i quali vogliono che quel verde rimanga. La demolizione precipitosa mediante SCIA della pensilina attaccata al corpo edilizio, non è stata una buona idea e forse anche, come qualcuno dice: “che a pensare male si fa peccato” il senso di degrado non ha convinto, anzi ha fatto nascere qualche perplessità sulla tempistica distruttiva, non senza pensare ad una voluta e procurata scenografia d'immagine.

L'ignaro cittadino non riesce a capire come Comune e Regione con la loro preziosa opera di Enti, dotati del fior fiore di uffici tecnico-giuridici, non abbia detto qualcosa in questo frangente. Eppure in casi come il nostro, quando il riferimento urbanistico centrale è la Costituzione, bisognerebbe tenere la barra dritta, e cioè tenere netta la separazione dei poteri tra Stato e Regione.

Domanda: gli Enti territoriali (Comune e Regione) possono fare qualcosa prima che si configuri localmente un contenzioso?

Concludendo, sommessamente ricorderei che: “Le sentenze sul verde svolgono un ruolo chiave nella tutela e valorizzazione delle aree verdi, definendo gli orientamenti giurisprudenziali che guidano le politiche urbanistiche e la gestione del territorio. Tali pronunce interpretano le norme ambientali (art. 9 e 41 Cost.), indirizzando le scelte locali verso una maggiore salvaguardia degli spazi"

Giuseppe Cancemi